COMUNICATI:

 

 

LUOGHI COMUNI:

Le coste italiane sono invase dagli immigrati "clandestini", VENGONO TUTTI IN ITALIA.

È FALSO!!!!!

Due rifugiati su tre usano l’Italia come ponte verso l’Europa usufruendo pochi giorni dei centri dopo essere stati salvati dalle navi italiane di Mare Nostrum.

GLI IMMIGRATI CI RUBANO SOLDI E LAVORO.
È FALSO!

Gli immigrati danno all’economia italiana un contributo di 3,9 miliardi di euro. Compensano con i loro impieghi quegli italiani che hanno scelto di dedicarsi a mansioni che richiedono maggiore specializzazione.E sono un vantaggio per l’erario. Ad esempio, per gli oltre 750mila – in prevalenza donne – impegnati in attività di assistenza familiare le famiglie italiane spendono ogni anno 9 miliardi di euro. Se gli stessi servizi fossero garantiti dallo Stato, l’onere per le casse pubbliche sarebbe di 45 miliardi l’anno. E ci pagano le pensioni. L’Inps incassa dai contributi degli immigrati 7 miliardi, ma solo 26 mila lavoratori stranieri non comunitari usufruiscono di una pensione previdenziale in Italia e 38 mila ricevono una pensione di tipo assistenziale

 

MADRI, LAVORO, FAMIGLIA, SOCIETA'

Le donne licenziate o costrette alle dimissioni per aver deciso di avere un figlio sono 800.000.

Le madri, oltre ad occuparsi della propria famiglia, forniscono 2,1 miliardi di ore di aiuto all'anno ai componenti di altre famiglie (ai genitori anziani per esempio), il doppio dei servizi dello Stato

Secondo l’Isfol, tenendo conto dei carichi di impegni, anche familiari, che le donne si accollano, la loro giornata lavorativa è più lunga di 45 minuti rispetto a quella degli uomini. Nel dettaglio: una giornata di un occupato con almeno un figlio fra lavoro retribuito, spostamenti e altri impegni, dura 15 ore. I padri ne dedicano 10 al lavoro retribuito, le madri 7 ore e 9 minuti, a cui si aggiungono 8 ore e 35 minuti di lavoro familiare.

O si redistribuisce il lavoro di cura tra i generi e nella società, sviluppando una rete di servizi ampia e funzionante, facilitando anche la crescita dell’occupazione delle donne nel settore dei servizi, o difficilmente potrà esservi futuro per l’occupazione femminile.

il sistema italiano non fornisce servizi alla famiglia e di conciliazione, di conseguenza le donne o non entrano nel mercato del lavoro, o ne escono mercato dopo il primo figlio o per assistere parenti anziani». In più, nel mondo del lavoro «sebbene le donne abbiano livelli di istruzione più elevati rispetto ai coetanei, competenze e merito non sono valorizzati, anzi persistono discriminazioni evidenti sulle differenze retributive, qualità del lavoro e di carriera». Quindi, «bisogna rafforzare concretamente le politiche d’incentivazione a favore dell’occupazione femminile, fornendo alle famiglie asili nido e servizi di cura per la terza età, e sviluppare un modello sociale per promuovere una ripartizione equa del lavoro familiare.

 

 

il trattato di lisbona da anni impone all'italia la scelta del cognome
"che l'italia adotti tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti della donna in tutte le questioni derivanti dal matrimonio e nei rapporti familiari, compresa la
scelta del cognome".
da anni il parlamento italiano rimbalza tutte le proposte di legge in materia di doppio cognome o scelta del cognome, nonostante la costituzione italiana proclami l'uguaglianza "senza distinzione di sesso".

 


l'Italia è il pase europeo che + discrimina le donne

al 52° posto nella classifica mondiale "donne in parlamento"
con 21% di rappresentanza alla camera e 18% al senato
preceduta da Afghanistan(28°), Iran (34°), Emirati Arabi e Pakistan(45°)
- dati del 30 giugno 2008 -

la percentuale di donne ai vertici dell'economia (2%)
è tra i più bassi dei Paesi Ocse, più basso di quello del Kuwait (2,7%). (Financial Times)
Il problema non è la “mancanza di talenti” (le donne rappresentano oltre il 50% dei laureati in discipline economiche e oltre il 57% dei laureati in discipline giuridiche) ma il doppio ruolo richiesto dalla società alle donne: lavoratrici e madri.
il ruolo di padre invece non preclude la carriera: i manager più hanno successo più figli fanno.

Un' indagine dell' Od&M rivela che in media
il lavoro femminile viene pagato il 28,7% in meno di quello maschile

 

ABORTO

in Italia 7 ginecologi su 10 non praticano aborti negli ospedali
i medici "obiettori di coscienza" ledono il nostro diritto all'aborto.
... permetreremmo ad un giudice "obiettore di coscienza" di impedirci di divorziare
o ad un presidente di seggio "obiettore di coscienza" di impedirci di votare ?...




 

 

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